La musica dell’Universo ‘captata’ dalla sonda Voyager

Domenico Vicinanza, ricercatore del Geant (rete dei centri di ricerca e istruzione europei) è riuscito a convertire i dati registrati in 37 anni di viaggio nel cosmo, dalle sonde Voyager 1 e 2, in note musicali, realizzando così uno splendido concerto di archi e pianoforte.

Le musiche sono meravigliose. C’è un ritmo e sembrano concepite da un compositore. E’ la melodia dell’Universo. Anche con tecnologie ancora più avanzate non sarebbe stato possibile realizzarle, senza che ci fosse una intrinseca armonia della Natura. Il primo a rendersene conto fu il filosofo greco Pitagora. Anche Galileo Galilei – figlio di musicisti – notò queste analogie tra musica e leggi universali. Noi oggi abbiamo il privilegio che loro non hanno potuto avere: Possiamo ascoltare queste melodie. Vicinanza spiega come è stato realizzato il progetto:

Volevo realizzare una composizione musicale per celebrare le Voyager 1 e 2, così abbiamo usato le stesse misure (il conteggio dei protoni dei raggi cosmici rilevati negli ultimi 37 anni) rilevate da entrambe le sonde, esattamente nello stesso momento, ma a distanza di molti miliardi di chilometri di distanza tra l’una e l’altra … Analizzare la melodia è esattamente come guardare i dati su un foglio. Le informazioni contenute sono le stesse, rappresentate da regolarità, schemi, cambiamenti e tendenze e picchi. Di fatto, la “sonificazione” dei dati rende possibile avere informazioni sulle regolarità e correlazioni che sono difficili da notare con una semplice analisi.

Ascolta la musica dell’Universo (scorri in basso)

Fonte: lastampa.it

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