Nelson Mandela, premio Nobel per la Pace

nelsonNiente ce lo ridarà indietro. Niente ci restituirà la sua forza morale. Niente restituirà il suo sorriso rotondo come il sole sopra Soweto. Niente…

Non è morto un uomo: è morto un Gigante della storia. E’ morto un eroe in grado di sopportare sulle sue spalle il peso di una nazione. Il peso dell’odio, delle differenze, delle torture, degli sputi, delle morti.

Un Gigante capace di fare della propria vita un sogno e del sogno realtà. Madiba ha reso il Sud Africa una nazione. L’ha fatto evitando una guerra civile. L’ha fatto rinunciando alla vendetta nei confronti di chi – per 45 anni – ha torturato, stuprato e ucciso i suoi fratelli.

L’ha fatto nonostante i suoi fratelli massacrati, imprigionati e uccisi gli chiedessero di fare giustizia.

Madiba avrebbe potuto chiedere la galera per chi aveva gettato uomini nudi in pasto ai leoni. Avrebbe potuto chiederne la condanna, l’estradizione, l’espropiazione dei terreni. E invece non l’ha fatto.

E’ andato contro il suo stesso popolo chiedendo una riappacificazione di cui egli era il simbolo vivente. Sì, perché Mandela non era un Generale De Gaulle “entro a Parigis olo quando tutto è finito”. Madiba è stato un combattente in prima linea. Un combattente delle idee. Un combattente del sogno.

Per le sue idee di eguaglianza è stato imprigionato e torturato in prima persona.

Per le sue idee ha trascorso ventisette anni in una prigione. Ventisette anni di sofferenze. Ventisette anni in cui la sua sola speranza era il sole che attraversava le sbarre della sua cella di Robben Island.

Chi l’ha conosciuto racconta del suo carisma, della capacità di unire attorno a sé le anime differenti della lotta contro la segregazione. Chi l’ha conosciuto non trova le parole adatte a descrivere la sua forza morale.

Nelson Mandela non è un grande uomo, è un gigante. Uno dei più grandi uomini che la Storia c’abbia mai consegnato.

Nelson Mandela va insegnato nelle scuole, nelle università, nelle case, perché il suo esempio è il suo vero lascito.

Perché quando dovremo affrontare sfide più grandi di noi stessi dovremo ripensarlo chiuso nella sua cella mentre guarda il sole al di là delle sbarre.

Dovremo ripensare al suo sguardo che va al di là dell’orrore quotidiano. Perché solo chi è disposto a sognare un mondo migliore lo cambia davvero.

Addio Madiba. Stanotte non è solo la tua Soweto che piange, ma il mondo intero.

Fonte: fanpage.it

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