Lavoro: giovani all’estero, ecco il rapporto ISTAT

Su molti siti di notizie sul lavoro è stato pubblicato proprio in questi giorni il rapporto ISTAT sulla condizione lavorativa dei giovani nel nostro paese. Dalle indagini infatti sono emersi dati sconcertanti su come i giovani italiani preferiscano di gran lunga andare all’estero e lasciare il luogo dove sono nati e cresciuti. In Italia dunque sembra che rimangano solo coloro che non hanno un titolo accademico e che hanno quindi ancora meno possibilità di trovare un lavoro.
Per l’anno 2014 l’ISTAT ha fatto luce sulle condizioni nelle quali si trovano gli italiani ormai stanchi di prendere titoli di studio universitari senza avere alcuna prospettiva lavorativa per il futuro. Come emerge anche da Tag24 nelle notizie di lavoro e formazione, dieci anni fa erano il 72,6% gli studenti che dopo aver terminato le scuole superiori si iscrivevano all’università, nell’anno scolastico 2012-2013 sono stati solo il 55,7%.

Questo dato dimostra come i ragazzi italiani nell’arco di soli 10 anni abbiano smesso di credere nelle opportunità di un titolo in più dato da una laurea. Arriva invece a 47.321 il numero di ragazzi che decide di iscriversi a corsi di formazione professionali di durata triennale. Le ragazze sembrano quelle che ancora credono in un futuro dato da un titolo di laurea. Infatti il 37,6% delle ragazze iscritte all’università riescono a laurearsi mentre gli uomini che completano gli studi universitari sono il 25,2%. Per quanto riguarda il tasso di occupazione, quello delle donne è del 34,7% mentre quello degli uomini è del 45,5%. Il territorio italiano però rimane ancora diviso per quanto riguarda i disoccupati. Nel Mezzogiorno la percentuale di disoccupati è del 15,3%, mentre al nord è solo del 9,3%.

Difatti sono sempre di più i giovani sotto i 25 anni che lasciano l’Italia per dirigersi all’estero in cerca di un lavoro e di un’occupazione migliore. L’italia è il primo paese in Europa ad avere meno giovani under 25 e questo è un dato davvero sconfortante. In poco più di 10 anni le persone over 50 potrebbero superare gli under 50 semplicemente perché, da un lato è calato clamorosamente il numero di nascite che ha fatto diminuire di 8.817 gli iscritti alla scuola primaria e 12.621 alle scuole secondarie e dall’altro è nettamente aumentata la fuga di cervelli dal nostro Paese.

In Italia la disoccupazione dal 2008 è aumentata clamorosamente più che in qualsiasi altro paese europeo costringendo 6 laureati su 100 a cercare fortuna altrove. Manageritalia, in un rapporto dettagliato mostra come sia difficile fare in modo che i cittadini esteri vogliano venire nel nostro Paese e denuncia anche il fatto che l’Italia non lascia molto spazio ai giovani come dimostra l’età media della classe dirigente italiana.

Nel 2012 sono stati ben 26mila i giovani trai 15 e i 34 anni che hanno lasciato il paese per cercare fortuna altrove; nel 2008 erano solo 16 mila.

Gli italiani che cercano lavoro si affidano maggiormente a conoscenti e parenti per farsi dare qualche dritta o qualche consiglio. Il 76,3% dei giovani compilano, stampano e inviano curriculum nella speranza di ottenere un colloquio, una buona parte dei futuri lavoratori (il 63,6%) si affidano ad internet (22,1% in più rispetto al 2008) e il 51,5% sfogliano le offerte di lavoro sui giornali. Solo alcuni, soprattutto nel Centro-Italia, si affidano ai centri per l’impiego.

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