Tumori e Alzheimer: basteranno le analisi per scovarli

Il cancro e l’Alzheimer possono essere considerate le due grandi battaglie che l’uomo si vede costretto a combattere nel ventunesimo secolo, lotte fatte di piccoli, ma importanti, passi avanti quotidiani. L’ultimo, per quanto concerne il cancro, arriva dalla Francia e si chiama ISET, “Isolamento per dimensione delle cellule tumorali“, ed è stato sviluppato dalla società francese “Rarecells“. Cosa significa? Che in futuro potrebbe bastare un banale esame del sangue per consentire una diagnosi precoce del tumore.
Questo tipo di test verrà commercializzato in Francia già entro il mese di novembre, diventando quindi da subito uno strumento nella lotta contro il cancro. Diagnosticare un tumore attraverso la lettura delle analisi del sangue semplificherà molto le cose, permettendo inoltre di avere una diagnosi precoce, fondamentale poiché garantisce una più alta percentuale di salvezza per il paziente.

Su internet, poi, esistono numerosi siti utili per la lettura delle analisi del sangue e uno fra i più conosciuti è Abcsalute.it, che mette a disposizione un’intera sezione per aiutare il paziente a comprendere al meglio i valori delle analisi di laboratorio. Naturalmente questo tipo di strumento serve a rendere più chiare le idee al paziente nella lettura di analisi che spesso non sono facilmente comprensibili, ma non deve mai rimpiazzare il parere di uno specialista.

L’obiettivo del nuovo test, secondo la fondatrice di “Rarecells” Patrice Paterlini-Bréchot, è quello di cambiare in meglio l’aspettativa di vita dei pazienti a cui viene diagnosticato il cancro. Ma in che modo funziona l’esame? Dopo il prelievo di sangue, il test sarà in grado di distinguere le cellule tumorali da quelle sane; entrando più nello specifico, l’ISET è in grado di scovare una cellula tumorale in circa dieci millilitri di sangue, vale a dire in mezzo ad oltre 50 miliardi di globuli rossi e a 100 milioni di globuli bianchi.

La ricerca è stata effettuata su 200 pazienti di età superiore ai quarant’anni, tutti forti fumatori: il test ISET ha rilevato cellule tumorali laddove invece gli scanner non avevano evidenziato noduli evidenti. Questi ultimi, in media, appaiono circa quattro anni dopo la comparsa delle cellule tumorali. Al momento, il test non è ancora in grado di indicare l’organo dal quale provengono le cellule del tumore, e questo è uno degli aspetti della ricerca ancora da sviluppare.

La diagnosi precoce è fondamentale anche per l’Alzheimer, poiché grazie ad essa si potrebbe posticiparne la comparsa o addirittura impedire che la patologia si sviluppi immediatamente. Dalla Francia ci spostiamo in Australia, dove un gruppo di ricercatori ha messo a punto un test del sangue in grado di rivelare se un paziente possa sviluppare oppure no il morbo di Alzheimer. Si tratta di un esame ad elevata precisione, visto che ha una percentuale di attendibilità del 91%.

I mutamenti nel cervello di un paziente possono indicare la presenza del morbo già due decenni prima della comparsa dei primi segni di demenza, e tali mutamenti possono essere individuati tramite l’imaging cerebrale. Attraverso questo test del sangue, i cambiamenti nel cervello si possono addirittura prevedere, permettendo così di comprendere se una persona rischia di sviluppare l’Alzheimer molto prima rispetto a quanto accade adesso. Agendo prima ancora della comparsa della malattia, sarà possibile contrastarla con maggiore efficacia.

Di Francesco Valente, e-writer freelance

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